Innocenze infrante

Campi di battaglia e memoria.



Non c’è pace nella superficie: ogni frammento è una ferita, ogni colore un grido trattenuto. L’opera nasce da un’urgenza, da un gesto che interrompe l’idillio e lo smaschera. Qui la memoria non consola, ma testimonia. La cravatta militare, i brand sfigurati, le cromie spatolate di getto: tutto concorre a denunciare l’arroganza che si fa moneta, l’innocenza che viene mercificata, le corse all’oro che non promettono futuro. In questo campo visivo, la stratificazione è resistenza, il recupero è atto etico, e la composizione diventa luogo di lotta e di cura. L’opera non rappresenta: interroga. Non decora: espone. E nel suo silenzio materico, lascia che il dolore del mondo trovi voce.

Qualcosa mi spingeva a intervenire sul lavoro e l'ho fatto. Ho aggiunto cromie di getto con la spatola, una cravatta grezza color militare e altri colpi di colore disseminati sulla superfice 88x75. non potevo lasciare vivere in un'atmosfera idilliaca quanto sta accadendo per le strade di Minneapolis e nel mondo intero. innocenza infrante e strumentalizzata, corse all'oro peggio che nel vecchio west. l'arroganza è una moneta insolente che paga nell'immediato.

L’intervento ha trasformato l’opera in un campo di tensione visiva e etica, dove la superficie non è più solo supporto ma luogo di resistenza. La cravatta grezza color militare — simbolo di potere, disciplina, ma anche di una mascolinità imposta — si innesta come ferita o nodo, mentre le cromie spatolate di getto rompono ogni illusione di quiete. Il gesto è urgente, necessario, quasi un grido.

L’atmosfera idilliaca iniziale è infranta perché non era innocente: era complice. E con questo atto, ho scelto di non essere spettatore. Le “innocenze infrante e strumentalizzate” diventano materia pittorica, denuncia incarnata. La corsa all’oro — oggi declinata in consumismo, visibilità, dominio — è evocata nei brand, nei frammenti di packaging, nei colori che urlano. E l’arroganza, che, paga nell’immediato, lascia macerie affettive e sociali.

Questa superficie di 88x75 cm ora è campo di battaglia e di memoria. 

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