Dalla materia al digitale
Indifferenza a Colazione: Lo Specchio Scomodo di Mario Iannino
Mario Iannino: Tavola
di Testimonianza
“Immaginate di accendere la televisione: da un lato scorrono le immagini dell'ennesimo bombardamento, dall'altro la pubblicità dei cereali che avete appena comprato per colazione. Questo è il cortocircuito della nostra esistenza.
Quella che analizziamo oggi non è semplicemente un'opera d'arte, ma uno specchio d'acciaio puntato contro la nostra coscienza. È una "tavola di testimonianza" firmata da Mario Iannino: un monito violento e necessario contro le barbarie contemporanee. Attraverso un importante lavoro concettuale e polimaterico, l'artista ci costringe a guardare in faccia due realtà che la nostra mente cerca disperatamente di tenere separate: da una parte l'opulenza del nostro capitalismo quotidiano, dall'altra l'assoluta follia della guerra che si scarica sui più deboli.”
IL CONTRASTO DEI DUE MONDI
L'opera offre una riflessione profonda e dolorosa sulle
contraddizioni del nostro tempo. L'accostamento visivo che l'artista propone
scuote la coscienza dell'osservatore attraverso un contrasto immediato e
violento. L'opera è strutturata su due livelli concettuali opposti che si
sovrappongono e si scontrano:
· L'opulenza capitalista
Rappresentata da scarti di packaging quotidiano
(Enterogermina, Mentadent, Coca-Cola, Coco Pops) inseriti nell'opera. Non sono
solo merci, ma feticci del nostro benessere quotidiano. Rappresentano la
sicurezza sanitaria e alimentare di una società protetta che trasforma il
superfluo in necessità.
· La follia della guerra
Frammenti fotografici di bambini e civili estrapolati dai
telegiornali. Questa sezione incarna l'antitesi del benessere: l'espropriazione
totale dei diritti umani e l'esposizione diretta alla morte. L'artista nega a
queste immagini la natura di notizia passeggera per trasformarle in una
testimonianza storica permanente.
L'assemblaggio non è una semplice critica al consumismo, ma
un atto di accusa geopolitico ed etico. La vicinanza fisica tra i marchi
commerciali e i volti dei deboli evidenzia come la parte ricca del mondo spesso
rimanga indifferente, o persino tragga profitto, dalle dinamiche che
schiacciano gli indifesi. La tavola diventa così uno specchio scomodo della
nostra contemporaneità.
Il lavoro di Mario Iannino si inserisce in una solida
tradizione artistica novecentesca e contemporanea, dove il medium espressivo è
indissolubilmente legato alla denuncia politica.
· TECNICHE ARTISTICHE AFFINI
La tavola si basa sulla sovrapposizione e la
rifunzionalizzazione di materiali preesistenti, utilizzando metodologie
storiche riscontrabili in diversi movimenti:
· L'Assemblage e l'Arte Polimaterica
L'opera supera la pittura tradizionale inserendo la materia
reale (cartone, plastica, colla). Questo legame con il Futurismo, il Cubismo e
la satira sociale di Enrico Baj dimostra che l'arte non deve imitare la realtà,
ma appropriarsi dei suoi frammenti fisici per generare un impatto concettuale
violento.
· Il Collage e il fotomontaggio politico
Riprende la lezione del Dadaismo berlinese (come Hannah Höch
o John Heartfield). Iannino sabota i codici della comunicazione unendo due
universi che la società tenta di tenere separati. Lo shock visivo nasce proprio
dall'impossibilità logica di far coesistere la colazione di un bambino
occidentale con il dramma di un suo coetaneo in guerra.
· Il Décollage e il Nouveau Réalisme
A differenza del décollage urbano di Mimmo Rotella, che
celebrava o ironizzava sui miti dei consumi strappando manifesti, Iannino
compie un'operazione inversa. Non esalta il consumismo togliendo strati, ma lo
stratifica e lo costringe a dialogare, in modo quasi claustrofobico, con la
cruda realtà della violenza bellica.
·
IL CONTESTO SOCIALE ED ETICO
L'opera risponde a precise dinamiche sociologiche della
nostra era globale:
·
L'anestesia da schermo
Viviamo immersi in un flusso digitale continuo che
normalizza la tragedia. Il notiziario diventa rumore di fondo. L'artista blocca
questa "bulimia visiva": cattura l'immagine digitale volatile, la
stampa e la cementa sulla tavola, costringendo lo spettatore a fermarsi e a
guardare l'orrore senza poter cambiare canale.
·
La mercificazione del dolore
Il contrasto mette a nudo l'asimmetria economica globale. Da
un lato c'è un Occidente che consuma marchi multinazionali protetto dalle sue
certezze materiali; dall'altro ci sono i corpi dei deboli che diventano carne
da cannone. L'opera suggerisce che il nostro stile di vita opulento poggia,
direttamente o indirettamente, sulla destabilizzazione di altre aree del mondo.
·
Iper-consumismo come distrazione
I marchi dei prodotti commerciali fungono da schermo
protettivo per la coscienza occidentale. Il packaging colorato e familiare crea
una barriera psicologica che ci distrae e ci isola dalle atrocità globali.
Iannino rompe questo guscio di comfort, mostrando come la nostra apparente
innocenza quotidiana sia circondata dalla barbarie.
In definitiva, l'opera di Mario Iannino non ci chiede di
essere semplicemente contemplata. Ci interroga. Ci destabilizza perché
distrugge quella barriera di comfort e distrazione di cui ci circondiamo ogni
giorno.
Diventando custode di immagini che la velocità dei media
avrebbe altrimenti cancellato in pochi secondi, questa tavola si trasforma in
un archivio etico della nostra epoca. Ci ricorda che l'indifferenza è la prima
complice della barbarie. Davanti a questo lavoro, l'Occidente capitalista perde
la sua innocenza e lo spettatore è posto di fronte a una scelta fondamentale:
continuare a consumare a occhi chiusi o iniziare, finalmente, a guardare il
mondo per quello che è.

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