Poetica del risveglio
ARTIST STATEMENT:
ESTETICA DEL RISVEGLIO E ANATOMIA DEL SUPERFLUO
La mia ricerca artistica, definibile come un’Anatomia del Superfluo, analizza i linguaggi persuasivi del packaging industriale e della grande distribuzione nella società opulenta occidentale. Catturo e manipolo digitalmente la materia abbandonata e gli involucri commerciali per svuotarli della loro funzione pubblicitaria, attuando un’inversione rispetto al cinismo della Pop Art.
Sfidando la freddezza dell'algoritmo, introduco deliberatamente l'errore, la distorsione plastica e accesi contrasti cromatici all'interno della struttura del pixel, simulando la densità e lo spessore della pittura materica. Questa decontestualizzazione trasforma lo scarto consumistico in un reperto archeologico dell’anima.
La mia opera persegue un’Estetica del Risveglio: un atto di responsabilità etica teso a scuotere la coscienza collettiva e a restituire dignità spirituale a ciò che la società liquida come rifiuto.
NOTA CURATORIALE DELL'OPERA
Titolo: Anatomia del Superfluo (Eden Metropolitano)
Media: Elaborazione digitale / Stampa Fine Art su supporto
materico
L’opera espone una stratificazione densa, quasi
asfittica, d’involucri industriali, confezioni di snack e scarti della grande
distribuzione ordinaria. Elementi grafici seriali e commerciali — dai loghi di
prodotti dolciari fino alle porzioni di un calendario — si sovrappongono in un
accumulo caotico che simula la saturazione visiva dei nostri ambienti
quotidiani.
L’intervento richiama le tecniche pittoriche, ma l'azione "artigianale" della manipolazione sul mezzo digitale non intende ripulire il reale, piuttosto intende esasperarne la tensione, il dinamismo delle immagini sublimate dagli inutili ismi materici del già visto e consacrato.
Le superfici originariamente piatte e plastificate dei
packaging sono costrette a subire una deformazione plastica profonda. Il pixel
perde la sua asettica regolarità matematica per farsi grumoso, piegato e
alterato, mimando i contrasti cromatici accesi e i volumi tipici di una pittura
d'azione o di un bassorilievo materico.
L'inserimento di frammenti di plastica a bolle e texture
trasparenti crea una sensazione visiva sensoriale variegata che propende tra
l’immaterialità dello schermo e la concretezza del rifiuto.
L’immagine manipolata intende essere uno specchio critico: l'esca
pubblicitaria è svuotata della sua promessa di benessere e indagata nella sua
reale natura di scarto.

