Per il sociale
Ho sempre ritenuto che la conoscenza
aiuti ad essere liberi.
Liberi dalla schiavitù del potere e
dalle cerchie amicali devianti che lo rappresentano. Perché?
Perché ho creduto e credo ancora che
il confronto è un elemento liberatorio in ogni campo dell'agire
umano. Specialmente laddove le sensibilità operano in nome della
cultura nonostante le controversie e le convinzioni individuali
maturate.
L'apertura mentale traccia percorsi
inconsueti. Induce, a volte, a nuotare controcorrente non perché
spinti dall'ego e dalla mania di grandezza ma perché convinti di
essere d'aiuto agli altri, ai meno fortunati o semplicemente a quanti
non hanno ancora avuto determinate possibilità.

Ho sempre pensato e creduto nella magia
della creazione e nelle gratificazioni ad essa connesse. La mia
gratificazione consiste nel vedere crescere l'autostima negli
allievi. La loro soddisfazione e l'espressione gioiosa che leggo nei
loro volti a lavoro finito; quando guardano soddisfatti il manufatto
finito, gioisco insieme a loro. Perché si rafforza in loro la consapevolezza di potere fare, dietro la guida e gli insegnamenti
ricevuti, qualcosa che prima ritenevano impossibile.